12 giugno 2025
Nessun like, nessun follower: Il desiderio di essere riconosciuti

Benvenuti, sono il Dott. Valentino Moretto, psicologo e psicoterapeuta, mi occupo del trattamento del disagio e della sofferenza psichica, attraverso la parola e la sua cura.

Il desiderio di essere riconosciuti: tra like, sguardi mancanti e ricerca di sé

Un bambino guarda verso l’alto, dove campeggia una notifica dei social:
0 like, 0 commenti, 0 follower
È un’opera di street art, ma racconta un dolore reale: la sofferenza di
non sentirsi visti, la ferita silenziosa di chi cerca attenzione e riconoscimento.

Quel bambino è in cerca di qualcosa: uno sguardo che lo riconosca, una presenza che dica “ti vedo”.


Jacques Lacan, psicoanalista francese, parla di questo desiderio profondo:

Il discorso dell’inconscio è sostenuto da ciò che è veramente la sorgente ultima dell’inconscio e che non può essere espresso in altro modo se non come il desiderio del soggetto di essere riconosciuto.

Siamo abitati da un bisogno antico: essere qualcuno per qualcuno.

È questo che ci spinge a cercare like, approvazione, attenzione.

Ma il problema non è Instagram: è che, spesso, non sappiamo più distinguere ciò che chiediamo all’Altro da ciò che davvero desideriamo.

Ognuno di noi, nel profondo, desidera essere visto.

Non semplicemente “guardato”, ma riconosciuto nella propria singolarità.

Questo desiderio ci abita da sempre: fin da bambini cerchiamo lo sguardo dell’Altro – dei genitori, degli insegnanti, degli amici – per sentirci esistere.


Nella stanza d'analisi questo desiderio spesso riemerge.

A volte in modo esplicito, più spesso in modo indiretto: nella delusione verso gli altri, nella fatica di stare soli, nell’ansia di non bastare mai.

La stanza d’analisi diventa allora uno spazio per ascoltare quel desiderio, per darle parola, per iniziare a distinguere tra ciò che si chiede all’Altro… e ciò che davvero si desidera.


Quell’immagine di un bambino senza like non parla solo della solitudine digitale. Parla del vuoto strutturale che abita ciascuno di noi, della dipendenza dal riconoscimento dell’Altro per sentirsi esistere. E anche del rischio di affidare la nostra domanda a un Altro che, come l’algoritmo, non ci guarda veramente.


La clinica psicoanalitica ci insegna che questo desiderio non può mai essere colmato del tutto.

Ma può essere attraversato, ascoltato, interpretato.

Nella stanza d’analisi, il soggetto può iniziare a far parlare questo desiderio, a prenderne la misura, a sottrarsi – almeno un po’ – alla tirannia di un riconoscimento che non arriva mai.

Illustrazione in stile disegno a matita ispirata a un’opera di street art dell’artista canadese iHeart (2014), che rappresenta un bambino che piange sotto un’icona di notifica vuota (0 commenti, 0 like, 0 follower), simbolo della mancanza di riconoscimento sui social media.
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