
Benvenuti, sono il Dott. Valentino Moretto, psicologo e psicoterapeuta, mi occupo del trattamento del disagio e della sofferenza psichica, attraverso la parola e la sua cura.
Psicoterapia e psicoanalisi a Salerno: comprendere la sofferenza oltre il disturbo
Quando si soffre, la prima reazione è quasi sempre la stessa: eliminare il sintomo.
Ansia, attacchi di panico, ossessioni, difficoltà nelle relazioni, gelosia, dipendenza affettiva o ripetizioni dolorose vengono vissute come problemi da risolvere il prima possibile.
Ma se il sintomo non fosse soltanto un errore da correggere?
Se fosse, almeno in parte, una soluzione?
Nella prospettiva psicoanalitica, il sintomo non è solo un disturbo: è una costruzione. È il modo, spesso inconsapevole, attraverso cui qualcosa di profondo (talvolta un amore rimosso) ha trovato una forma per esistere.
Il sintomo non è solo un problema: è una soluzione
In psicoanalisi il sintomo viene inteso come una
soluzione di compromesso.
Non nasce per caso, né è semplicemente un malfunzionamento della mente. È il risultato di un conflitto interno che ha trovato un equilibrio possibile, anche se faticoso.
Per esempio:
- Una persona che vive relazioni ripetutamente deludenti potrebbe, senza saperlo, restare fedele a un modello affettivo originario.
- Un’ansia persistente potrebbe proteggere da un desiderio percepito come pericoloso.
- Una difficoltà nel separarsi da qualcuno potrebbe custodire un legame antico mai veramente elaborato.
In questo senso, il sintomo non è solo ciò che fa soffrire: è anche ciò che ha permesso al soggetto di reggere qualcosa di più difficile ancora.
Nella psicoterapia che pratico a Salerno, quando una persona si rivolge a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, spesso arriva con il desiderio di “togliere” il sintomo. È una richiesta legittima. Tuttavia, il lavoro analitico invita a fare un passo ulteriore: interrogare il senso di quella sofferenza.
Quando l’amore diventa sintomo
L’idea che un sintomo possa custodire un amore rimosso può sembrare paradossale.
Eppure, accade più spesso di quanto si immagini.
Ci sono amori che non hanno potuto trovare parola:
- un amore non riconosciuto,
- un amore impossibile,
- un amore vissuto come eccessivo o inaccettabile,
- un bisogno di legame che non ha trovato risposta.
Quando un sentimento non può essere espresso, elaborato o simbolizzato, non scompare. Può trasformarsi.
E talvolta si trasforma in sintomo.
Una gelosia intensa può custodire una domanda d’amore mai ascoltata.
Una difficoltà a lasciar andare una relazione finita può trattenere un attaccamento antico.
Una ripetizione relazionale dolorosa può mantenere vivo un legame con la propria storia.
In questi casi, il sintomo diventa il luogo in cui quell’amore continua a esistere, ma in una forma sofferente.
Perché eliminare il sintomo non basta
Viviamo in una cultura orientata alla performance e alla soluzione rapida.
Anche nella richiesta di supporto psicologico a Salerno e provincia, è frequente che l’obiettivo iniziale sia: “Voglio non sentirmi più così”.
Il rischio, però, è quello di trattare il sintomo come un nemico da combattere, senza chiedersi quale funzione abbia svolto.
Se il sintomo è stato una soluzione, toglierlo senza comprenderlo può lasciare il soggetto privo di un equilibrio, per quanto fragile. È per questo che, nella psicoterapia psicoanalitica, non si lavora contro il sintomo, ma attraverso di esso.
Il sintomo viene ascoltato.
Viene interrogato.
Viene messo in parola.
Il lavoro psicoterapeutico: liberare, non distruggere
Dire che “ogni trattamento psicoanalitico è un tentativo di liberare quell’amore rimosso” significa assumere una posizione precisa.
La psicoterapia non consiste nel cancellare qualcosa, ma nel trasformare la modalità attraverso cui quel contenuto trova espressione.
Quando un amore rimosso viene riconosciuto, nominato, attraversato, non ha più bisogno di manifestarsi come sintomo. Può trovare altre vie: più consapevoli, meno dolorose, più libere.
In questo senso, la cura non è un atto di soppressione, ma di trasformazione.
Psicoterapia a Salerno: uno spazio per interrogare il senso della sofferenza
Rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta non significa soltanto cercare una tecnica per gestire l’ansia o superare un blocco. Può diventare l’occasione per comprendere che cosa, nella propria storia, ha preso la forma di un sintomo.
Ogni percorso è singolare.
Non esiste un’interpretazione standard.
Non esiste una spiegazione valida per tutti.
C’è, invece, uno spazio di parola in cui ciò che è rimasto rimosso può essere ascoltato senza giudizio.
Quando l’amore smette di dover parlare attraverso il sintomo, qualcosa cambia. Non perché la sofferenza venga negata, ma perché trova finalmente un altro modo di essere riconosciuta.
Conclusione
Considerare il sintomo come una soluzione e, talvolta, come il luogo in cui un amore rimosso ha trovato espressione, permette di spostare lo sguardo sulla sofferenza psicologica.
Non più soltanto un disturbo da eliminare, ma un messaggio da comprendere.
La psicoterapia, anche a Salerno e nel territorio circostante, può essere lo spazio in cui questo passaggio diventa possibile: dal sintomo che imprigiona all’amore che può essere finalmente liberato dalla sua forma sofferente.







