
Benvenuti, sono il Dott. Valentino Moretto, psicologo e psicoterapeuta, mi occupo del trattamento del disagio e della sofferenza psichica, attraverso la parola e la sua cura.
Ci sono momenti in cui una persona può sentirsi amata… e tuttavia continuare a stare male.
Può accadere dentro una relazione affettiva.
Dentro un’amicizia.
Perfino all’interno di una famiglia.
L’altro è presente.
Ci cerca.
Ci ama.
Ci rassicura.
Eppure qualcosa continua a mancare.
È un’esperienza che molte persone vivono con senso di colpa o confusione.
“Perché continuo a sentirmi inquieto se ricevo amore?”
“Perché niente sembra bastarmi davvero?”
“Perché ho continuamente bisogno di conferme?”
Spesso si pensa che questo significhi essere “ingrati”, “troppo esigenti” o incapaci di amare.
La psicoanalisi, invece, prova a leggere questa esperienza in modo diverso.
Il desiderio non coincide con il bisogno
Per Jacques Lacan, il desiderio umano non coincide semplicemente con il bisogno.
Un bisogno può essere soddisfatto.
La fame, per esempio, può essere placata dal cibo.
La sete dall’acqua.
Ma l’essere umano non vive soltanto di bisogni biologici.
Fin dall’inizio della vita, ogni richiesta passa attraverso la relazione con l’altro.
Un bambino non chiede soltanto latte.
Chiede anche:
- presenza
- voce
- sguardo
- amore
Ed è qui che Lacan introduce una distinzione fondamentale: quella tra bisogno, domanda e desiderio.
Quando chiediamo qualcosa, chiediamo sempre anche amore
Molte volte pensiamo di chiedere qualcosa di molto concreto.
Un messaggio.
Una telefonata.
Più attenzioni.
Più presenza.
Ma, inconsapevolmente, dentro quella richiesta si nasconde spesso anche un’altra domanda:
“Quanto conto per te?”
“Mi desideri davvero?”
“Mi ami?”
È questo che rende le relazioni così complesse.
Perché l’altro può anche rispondere alla richiesta concreta… senza però riuscire a colmare ciò che quella domanda porta con sé.
Nessuna prova d’amore basta completamente
Negli Scritti Jacques Lacan scrive:
“Il desiderio non è né l’appetito della soddisfazione, né la domanda d’amore...”
(Scritti, p. 688, Einaudi)
È un passaggio difficile, ma estremamente importante.
Lacan sta dicendo che il desiderio nasce proprio nello scarto tra:
- ciò di cui abbiamo bisogno
- e ciò che chiediamo all’altro attraverso l’amore
Per questo nessuna risposta riesce mai a colmare completamente il soggetto.
Non perché l’altro ami “male”.
Non perché ci sia qualcosa di sbagliato.
Ma perché il desiderio umano contiene sempre una parte che sfugge alla piena soddisfazione.
Il desiderio nasce dalla mancanza
Nella nostra cultura siamo spesso portati a pensare che la felicità coincida con il raggiungimento di una completezza.
Come se esistesse:
- la relazione perfetta
- l’amore definitivo
- la persona capace di colmare ogni vuoto
La psicoanalisi lacaniana introduce invece un’idea molto diversa:
l’essere umano è strutturalmente attraversato da una mancanza.
E il desiderio nasce proprio lì.
Non è qualcosa che possiamo eliminare una volta per tutte.
Anzi, è ciò che continua a metterci in movimento.
Quando il bisogno di conferme diventa infinito
Questo punto appare molto chiaramente in alcune relazioni.
Ci sono persone che:
- chiedono continue rassicurazioni
- hanno bisogno di messaggi costanti
- si sentono rapidamente trascurate
- vivono con angoscia i silenzi dell’altro
A volte non cercano soltanto presenza.
Cercano una risposta definitiva a qualcosa di più profondo.
Come se l’altro dovesse finalmente colmare un vuoto interno.
Ma nessun essere umano può occupare completamente quel posto.
Ed è proprio questo che può generare sofferenza, delusione e conflitto.
Il problema non è “avere troppo desiderio”
Molte persone vivono il proprio desiderio come qualcosa di eccessivo o sbagliato.
Come se desiderare molto significasse essere fragili, dipendenti o immaturi.
La psicoanalisi propone una lettura diversa.
Il problema non è il desiderio.
Il problema nasce quando il soggetto immagina che esista qualcuno capace di eliminarlo completamente.
Quando si cerca nell’altro una soddisfazione assoluta.
L’amore non cancella la mancanza
Questo non significa che l’amore sia inutile o impossibile.
Al contrario.
Significa forse riconoscere qualcosa di più umano e più reale nelle relazioni.
Amare qualcuno non vuol dire completarlo perfettamente.
E nemmeno essere completati.
Vuol dire anche incontrare il limite dell’altro.
La sua impossibilità di rispondere a tutto.
La sua mancanza.
E forse proprio lì può nascere qualcosa di autentico.
Non nell’illusione di diventare finalmente “completi”, ma nella possibilità di stare accanto all’altro senza pretendere che cancelli ogni vuoto.
Psicoterapia e desiderio
Nel lavoro clinico, molte sofferenze ruotano attorno a questo punto.
La sensazione di:
- non sentirsi mai abbastanza amati
- avere continuamente bisogno di conferme
- vivere relazioni molto intense ma dolorose
- sentirsi vuoti anche quando si riceve amore
In un percorso di psicoterapia psicoanalitica, non si tratta di eliminare il desiderio o la mancanza.
Si tratta piuttosto di iniziare a interrogare il modo in cui ciascuno si rapporta ad essi.
Nel lavoro da psicologo e psicoterapeuta a Salerno, emerge spesso quanto la sofferenza non nasca semplicemente dall’assenza d’amore, ma anche dall’idea che l’amore dovrebbe finalmente colmare tutto.
Forse è proprio questa aspettativa a rendere alcune relazioni così dolorose.
Forse il desiderio non va “risolto”
Viviamo in un’epoca che promette continuamente soddisfazione immediata.
Ma il desiderio umano non funziona come un problema da risolvere definitivamente.
Forse, come suggerisce Jacques Lacan, il desiderio parla proprio di quella parte di noi che non può essere completamente riempita.
E forse è anche questo che ci rende umani.









