
Benvenuti, sono il Dott. Valentino Moretto, psicologo e psicoterapeuta, mi occupo del trattamento del disagio e della sofferenza psichica, attraverso la parola e la sua cura.
Introduzione
Ci sono incontri che sembrano avere qualcosa di speciale.
Non sempre sappiamo spiegare perché.
Non è solo una questione di bellezza, di carattere o di affinità.
Eppure, qualcosa scatta.
Una persona ci colpisce, ci attrae, ci resta nella mente.
Spesso pensiamo che sia “qualcosa dell’altro” a provocarci questo effetto.
Ma la psicoanalisi propone una lettura diversa.
Cosa ci attrae davvero in una persona?
Nell’esperienza quotidiana siamo portati a credere che il desiderio dipenda dalle qualità dell’altro.
Pensiamo:
- “mi piace perché è così”
- “mi attrae per quello che è”
Ma se fosse solo questo, il desiderio sarebbe molto più semplice.
E invece non lo è.
A volte siamo attratti da persone che ci fanno anche soffrire.
Altre volte perdiamo interesse proprio quando l’altro si rende disponibile.
C’è qualcosa che sfugge.
L’oggetto piccolo a: ciò che causa il desiderio
Qui entra in gioco il contributo di Jacques Lacan.
Lacan introduce un concetto centrale: l’oggetto piccolo a.
Non si tratta di un oggetto concreto.
Non è qualcosa che l’altro possiede davvero.
È, piuttosto, ciò che
mette in moto il desiderio.
La sua causa.
In altre parole, non desideriamo semplicemente una persona per ciò che è,
ma per ciò che, in lei,
fa scattare qualcosa dentro di noi.
👉 Non desideriamo l’oggetto in sé,
ma ciò che, nell’oggetto,
causa il desiderio.
Quando mettiamo nell’altro ciò che è nostro
Il punto più delicato è questo.
Spesso attribuiamo all’altro questa “causa del desiderio”.
Pensiamo che sia lui o lei ad averla.
Come se l’altro fosse il portatore di qualcosa che ci manca.
E così entriamo in una dinamica in cui:
- cerchiamo nell’altro qualcosa
- ci aspettiamo che ci completi
- restiamo legati a un’immagine
Ma in questo modo rischiamo di non incontrare mai davvero l’altro.
Incontriamo piuttosto una nostra costruzione.
Una fantasia.
L’attraversamento del fantasma: cosa significa davvero
La psicoanalisi chiama questo scenario “fantasma”.
Non nel senso di qualcosa di irreale,
ma come
una scena interna attraverso cui leggiamo le relazioni.
L’“attraversamento del fantasma” è un passaggio importante.
Significa iniziare a riconoscere che ciò che ci muove:
- non sta davvero nell’altro
- ma riguarda il nostro modo di desiderare
È come spostare qualcosa:
da fuori → a dentro
è davanti a noi (qualcosa da raggiungere che ha l’altro) → dietro di noi (qualcosa che manca e ci spinge avanti)
Un incontro più reale
Quando questo accade, cambia anche il modo di stare nelle relazioni.
L’altro smette di essere:
- colui che deve darci qualcosa
- colui che deve colmare una mancanza
Diventa semplicemente… un altro.
Questo non elimina il desiderio.
Ma lo rende meno legato alle illusioni.
E forse apre alla possibilità di un incontro più autentico.
Psicoterapia, desiderio e relazioni: uno spazio per comprendersi
Molte difficoltà nelle relazioni nascono proprio da questi meccanismi:
- aspettative inconsapevoli
- ripetizioni
- attrazioni che si ripresentano sempre allo stesso modo
In un percorso di psicoterapia, è possibile iniziare a interrogare questi aspetti e comprendere meglio il proprio modo di desiderare.
Nella pratica clinica di uno psicologo e psicoterapeuta a Salerno, queste domande emergono molto frequentemente, soprattutto quando si parla di relazioni affettive, amore e difficoltà nel legame.
Comprendere cosa cerchiamo nell’altro, e perché, può rappresentare un passaggio importante nel lavoro su di sé.
Conclusione
Forse la domanda non è:
👉 “perché mi piace quella persona?”
Ma piuttosto:
👉 "che cosa, in quella persona, mette in moto il mio desiderio?"
È una domanda meno immediata, ma più vera.
Se ci si riconosce in queste dinamiche, può essere utile prendersi uno spazio di ascolto.
Per chi si trova a Salerno o nei dintorni, un percorso di psicoterapia può rappresentare un’occasione per orientarsi meglio nel proprio desiderio e nelle relazioni.








